La Parola che conta: venerdì 11 settembre 2026 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa dei santi Proto e Giacinto, martiri

LETTURA 1Pt 4, 12-19
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio. È questo il momento in cui ha inizio il giudizio a partire dalla casa di Dio; e se incomincia da noi, quale sarà la fine di quelli che non obbediscono al vangelo di Dio? E se il giusto a stento si salverà, che ne sarà dell’empio e del peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, consegnino la loro vita al Creatore fedele, compiendo il bene.

SALMO Sal 10 (11)

Mio rifugio è il Signore.

Nel Signore mi sono rifugiato.
Come potete dirmi:
«Fuggi come un passero verso il monte»?
Ecco, i malvagi tendono l’arco,
aggiustano la freccia sulla corda
per colpire nell’ombra i retti di cuore. R

Quando sono scosse le fondamenta,
il giusto che cosa può fare?
Ma il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo. R

Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi;
vento bruciante toccherà loro in sorte.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto. R

VANGELO Lc 17, 22-25
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Gesù aveva avvertito i suoi discepoli che sarebbero andati incontro a persecuzioni a causa del suo nome: così Pietro in questa sua prima lettera riprende proprio quell’avvertimento del Maestro e specifica come anche le sofferenze e i patimenti in nome di Gesù sono associati a Lui e da Lui traggono la forza e la perseveranza di dare la buona testimonianza richiesta ad ogni discepolo fedele compiendo sempre il bene e preparandosi all’incontro con il Padre e Creatore.

Cosa sono i “giorni del Figlio dell’uomo” di cui parla Gesù? il Signore risponde alle domande e alle attese dei farisei che credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi con segni particolari che lo rendessero evidente nella sua venuta. Il Maestro conferma in parte quest’aspettativa ma cerca di far convertire lo sguardo dei suoi interlocutori per riconoscere in Lui il Figlio dell’uomo e il regno di Dio che viene, anche attraverso la sofferenza e il rifiuto da parte della sua generazione.

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