La Parola che conta: venerdì 12 settembre 2025 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria del santo Nome della B.V. Maria

LETTURA 1Gv 4, 7-14
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.

SALMO Sal 144 (145)

Il Signore è buono verso tutte le sue creature.

Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno. R

Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere. R

Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R

VANGELO Lc 17, 22-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

L’amore di Dio è comunicazione e relazione, è una realtà interpersonale che interessa le realtà celesti e mette in comunicazione con le realtà terrestri creando un canale virtuoso dove la testimonianza concreta diventa la cartina di tornasole: amare il fratello è amare Dio e amare Dio è amare il fratello. E’ Giovanni che lo afferma nella sua lettera, sono i santi che ce lo mostrano nella loro vita, è Gesù stesso che ha fatto di tutta la sua esistenza come attestazione di questo amore divino.

Questa parte del vangelo segue direttamente l’episodio della guarigione del dieci lebbrosi uno dei quali solamente torna indietro ringraziando per il dono miracoloso. Gesù sembra reagire in modo duro rispetto a quanto accaduto: quali prodigi e quali parole servono ancora pe riconoscere in Lui il Figlio dell’uomo mandato da Dio come Salvatore e Messia? Forse che il suo essere anche Figlio di Dio e Dio stesso scandalizza? Gesù preannuncia il suo ritorno glorioso, ma prima “è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione”: occorre passare dalla porta stretta dello scandalo della passione e morte per arrivare alla risurrezione. Anche la nostra vita deve attraversare lo scandalo dell’ingiustizia e del dolore innocente per arrivare alla salvezza offerta da Cristo.

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