La Parola che conta: venerdì 18 settembre 2026 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria di sant’Eustorgio, vescovo

LETTURA Gc 2, 1-9
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono loro che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi? Certo, se adempite quella che, secondo la Scrittura, è la legge regale: Amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene. Ma se fate favoritismi personali, commettete un peccato e siete accusati dalla Legge come trasgressori.

SALMO Sal 81 (82)

Voi siete tutti figli dell’Altissimo.

Dio presiede l’assemblea divina,
giudica in mezzo agli dèi:
«Fino a quando emetterete sentenze ingiuste
e sosterrete la parte dei malvagi?
Difendete il debole e l’orfano,
al povero e al misero fate giustizia!». R

Non capiscono, non vogliono intendere,
camminano nelle tenebre;
vacillano tutte le fondamenta della terra.
Io ho detto: «Voi siete dèi,
siete tutti figli dell’Altissimo. R

Ma certo morirete come ogni uomo,
cadrete come tutti i potenti».
Àlzati, o Dio, a giudicare la terra,
perché a te appartengono tutte le genti! R

VANGELO Lc 18, 24-27
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

La fede ha sempre una ricaduta nella vita concreta delle persone e delle comunità, proprio come nella lettera dell’apostolo giacomo è espresso in particolare in questi versetti rispetto al tema del favoritismo nei confronti delle persone specialmente se ricche (e potenti) a discapito dei poveri e degli ultimi: così non si adempie il comandamento dell’amore, ma si compie una doppia ingiustizia perché non si tiene conto della preferenza che il Padre ha nei confronti degli ultimi e dei poveri. Essere cristiani, veri discepoli del Vangelo è instaurare e vivere una fraternità che supera ogni divisione sociale.

Il commento di Gesù alla tristezza del notabile ricco che non rinuncia alle sue ricchezze per seguirlo e così avere in eredità la vita eterna dà occasione al Maestro di esprimere anch’egli un’amarezza e una costatazione: la ricchezza può essere un grande ostacolo per chi desidera far parte del regno di Dio e accedere alla salvezza; questo significa che è un’ostacolo in più ogni attaccamento terreno, non impossibile da superare se si confida sempre più in Dio e meno in se stessi.

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