La Parola che conta: venerdì 28 agosto 2026 (rito ambrosiano)
Venerdì della settimana che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore
Memoria di sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa
LETTURA 1Mac 15, 15-23a. 24
Lettura del primo libro dei Maccabei
In quei giorni. Arrivarono da Roma Numènio e i suoi compagni, portando lettere per i re dei vari paesi. Esse dicevano: «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo, salute! Gli ambasciatori dei Giudei sono giunti a noi come nostri amici e alleati, per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, inviati da Simone sommo sacerdote, e dal popolo dei Giudei. Hanno portato uno scudo d’oro di mille mine. Ci è sembrato bene perciò scrivere ai re dei vari paesi, perché non facciano loro del male, né facciano guerra alle loro città o alla loro regione, né combattano insieme a chi entri in guerra con loro. Ci è parso bene accettare da loro lo scudo. Se pertanto uomini pestiferi sono fuggiti dalla loro regione presso di voi, consegnateli a Simone, sommo sacerdote, perché ne faccia giustizia secondo la loro legge». Uguali espressioni scrissero al re Demetrio, ad Àttalo, ad Ariarate e Arsace e a tutti i paesi. Copia di queste lettere scrissero per Simone, sommo sacerdote.
SALMO Sal 66 (67)
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R
VANGELO Gv 1, 35-42
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Continua la storia della tessitura di alleanze del popolo d’Israele ai tempi della stirpe dei Maccabei: Simone, sommo sacerdote e “capo politico”, manda ambasciate a Roma e ai popoli vicini per rinnovare la disponibilità all’aiuto reciproco tra di loro e contro i comuni nemici. E’ il “pragmatismo” di chi vive in un contesto specifico e che ha bisogno del riconoscimento e dell’approvazione di chi detiene più potere.
Alla vigilia della festa del martirio di Giovanni il Precursore la liturgia ci fa ascoltare il Vangelo giovannei in cui il Battista riconosce in Gesù l’agnello di Dio: può significare tante cose per i suoi contemporanei, per noi invece è colui che toglie il peccato del mondo e ci salva. Di fronte a questo riconoscimento i discepoli di Giovanni iniziano a seguire Gesù che li invita a vedere la sua vita, ascoltare le sue parole, accogliere la sua testimonianza e questo crea un movimento di attrazione che porta al Maestro tanti altri, il nucleo dei discepoli, tra i quali Egli sceglie Simone chiamandolo Pietro.

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