La Parola che conta: venerdì 30 gennaio 2026 (rito ambrosiano)
Venerdì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania
LETTURA Sir 44, 1; 49, 13-16
Lettura del libro del Siracide
Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. La memoria di Neemia durerà a lungo; egli rialzò le nostre mura demolite, vi pose porte e sbarre e fece risorgere le nostre case. Nessuno sulla terra fu creato eguale a Enoc; difatti egli fu assunto dalla terra. Non nacque un altro uomo come Giuseppe, guida dei fratelli, sostegno del popolo; perfino le sue ossa furono onorate. Sem e Set furono glorificati fra gli uomini, ma, nella creazione, superiore a ogni vivente è Adamo.
SALMO Sal 47 (48)
Il Signore è colui che ci guida.
O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra. R
Gioisca il monte Sion,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi.
Circondate Sion, giratele intorno,
contate le sue torri. R
Osservate le sue mura,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura: questo è Dio,
il nostro Dio in eterno e per sempre;
egli è colui che ci guida in ogni tempo. R
VANGELO Mc 5, 21-24a. 35-43
Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Il brano di oggi contiene tanti nomi di uomini illustri per diversi motivi. Neemia è il profeta che letteralmente inizia la ricostruzione di Gerusalemme, partendo dal piccolo resto d’Israele; Enoc viene portato in cielo come destino di chi è rimasto fedele a Dio; Giuseppe e la sua vicenda tragica e gloriosa di tradimento e di perdono è segno profetico del Messia; Sem e Set ricevono gloria dagli uomini e Adamo, infine, è uomo illustre perché padre di ogni vivente.
La fede muove i passi di Giairo alla ricerca di Gesù perché interceda e preghi per la figlia ammalata gravemente; la fede è ciò che Gesù chiede a Giairo perché, di fronte alla notizia della morte della figlia, non venga meno; la fede è il dono che, come testimonianza, viene fatto a quanti hanno assistito alla risurrezione della fanciulla, quelli che erano con lui insieme al padre e alla madre della bambina. Lo stupore è delle opere che Dio può compiere tramite Gesù e lo Spirito se noi abbiamo fede in Lui.
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