La Parola che conta: venerdì 5 giugno 2026 (rito ambrosiano)
Venerdì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste
Memoria di san Bonifacio, vescovo e martire
LETTURA Es 12, 29-36
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. A mezzanotte il Signore colpì ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero in carcere, e tutti i primogeniti del bestiame. Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto! Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate, rendete culto al Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli. Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali accolsero le loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani.
SALMO Sal 104 (105)
Cercate sempre il volto del Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. R
Colpì ogni primogenito nella loro terra,
la primizia di ogni loro vigore.
Allora li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava. R
Quando uscirono, gioì l’Egitto,
che era stato colpito dal loro terrore.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia. R
VANGELO Lc 4, 42-44
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
Di fronte alla morte dei primogeniti il faraone e tutto l’Egitto hanno fretta di lasciare andare Mosè e il popolo d’Israele per paura che quella piaga dilaghi ancora di più e periscano tutti; è significativo che dalla bocca del faraone esca la richiesta di essere benedetto, come a riconoscere la superiorità del Dio del popolo oppresso.
All’inizio del nuovo giorno, dopo aver predicato e compiuto prodigi e guarigioni nella città di Cafarnao, Gesù sta nella solitudine per gustare il suo rapporto con il Padre per trarne la forza di continuare la sua missione, una missione che non tiene conto della pressione della folla che lo vorrebbe trattenere: il Signore non può essere trattenuto, semmai accolto nella sua verità e nella sua rivelazione della buona notizia del regno di Dio. L’opera di Dio, compiuta con la missione salvifica di Gesù e continuata con il dono dello Spirito santo, è inarrestabile e senza confini.

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