La Parola che conta: venerdì 6 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Memoria dei santi Paolo Miki e compagni, martiri

LETTURA Sir 37, 1-6
Lettura del libro del Siracide

Ogni amico dice: «Anch’io sono amico», ma c’è chi è amico solo di nome. Non è forse un dolore mortale un compagno e amico che diventa nemico? O inclinazione al male, come ti sei insinuata per ricoprire la terra di inganni? C’è chi si rallegra con l’amico quando tutto va bene, ma al momento della tribolazione gli è ostile. C’è chi si affligge con l’amico per amore del proprio ventre, ma di fronte alla battaglia prende lo scudo. Non dimenticarti dell’amico nell’animo tuo, non scordarti di lui nella tua prosperità.

SALMO Sal 54 (55)

Il Signore non permetterà che il giusto vacilli.

Dentro di me si stringe il mio cuore,
piombano su di me terrori di morte.
Mi invadono timore e tremore
e mi ricopre lo sgomento. R

Ecco, errando, fuggirei lontano,
abiterei nel deserto.
In fretta raggiungerei un riparo
dalla furia del vento, dalla bufera. R

Se mi avesse insultato un nemico, l’avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me un avversario,
da lui mi sarei nascosto.
Ma tu, mio compagno, mio intimo amico,
legato a me da dolce confidenza!
Camminavamo concordi verso la casa di Dio. R

Io invoco Dio e il Signore mi salva.
Di sera, al mattino, a mezzogiorno
vivo nell’ansia e sospiro,
ma egli ascolta la mia voce; R

in pace riscatta la mia vita
da quelli che mi combattono:
Dio ascolterà e li umilierà,
egli che domina da sempre;
essi non cambiano e non temono Dio. R

VANGELO Mc 7, 1-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

L’amicizia ha un alto valore nella Bibbia e i pochi versetti del libro del Siracide ne sono la testimonianza. Essere amici non è solo un nome, ma alla prova dei fatti è condivisione nei momenti di gioia e nei momenti di tribolazione, nei momenti di battaglia è difesa. Non dimenticarsi dell’amico è tenerlo nel cuore e nell’animo.

Anche gli scribi e i farisei sembrano interessati a Gesù, ai suoi insegnamenti e alla sua missione, tanto che alcuni di loro vengono da Gerusalemme per ascoltarlo e vederlo: il loro animo e la loro mente, però, non è disponibile a lasciarsi convertire, a cambiare loro abitudini e tradizioni. Così la mancata purificazione prima dei pasti è occasione per loro e per Gesù di un acceso confronto che si conclude con la ferma condanna, da parte di Gesù, di quelle tradizioni umane che annullano la Parola di Dio: con l’esempio dell’offerta a Dio e la mancata carità ai genitori il maestro cerca di far capire la precedenza della Parola sulla quale si fonda la vera e vivente tradizione.

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